Negli ultimi anni il tema della sostenibilità è diventato centrale nel dibattito pubblico e nel mondo dell’impresa. Se ne parla sempre di più, ma oggi, dichiarare che un prodotto o un servizio è “sostenibile”, non è più sufficiente: il mercato richiede strumenti in grado di dimostrarlo in modo chiaro, oggettivo e verificabile. In questo contesto, le certificazioni rappresentano uno degli strumenti più efficaci per tradurre i principi della sostenibilità in parametri concreti e misurabili. Attraverso standard riconosciuti e procedure di verifica indipendenti, è possibile analizzare in maniera trasparente le caratteristiche di un prodotto lungo il suo ciclo di vita, offrendo a operatori e clienti dati affidabili su cui basare le proprie scelte.
In questo contesto, elementi come le mobile home stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella progettazione e nell’offerta dei camping village. Disporre di certificazioni significa non solo rafforzare la credibilità della propria proposta in termini ambientali, ma anche dotarsi di strumenti utili per partecipare a bandi, accedere a incentivi e beneficiare di agevolazioni che sempre più spesso premiano investimenti orientati alla sostenibilità, come la Nuova Sabatini Green, che prevede un contributo statale sugli interessi dei finanziamenti destinati all’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi che favoriscono la transizione ecologica e l’efficienza energetica dei processi produttivi.
Un esempio significativo arriva dalla collaborazione tra Crippaconcept, azienda specializzata nella progettazione e produzione di unità abitative mobili per campeggi e villaggi turistici, e il Villaggio Turistico Internazionale di Bibione, realtà di riferimento nel panorama europeo del turismo all’aria aperta.

Due mobile home Crippaconcept oggetto della certificazione
Sono due le tipologie di mobile home Crippaconcept installate presso il Villaggio Turistico Internazionale di Bibione che sono state oggetto di una Environmental Product Declaration (EPD) verificata da ICMQ. La pubblicazione della dichiarazione su EPDItaly avverrà a valle della conclusione del processo di estensione dell’accreditamento con Accredia per questa categoria di prodotto.
Si tratta dei modelli NX-24-119 e NX-24-120 che condividono caratteristiche costruttive e funzionali e sono progettati per ospitare da cinque a sette persone, differenziandosi per dimensioni e layout interno, con l’obiettivo di offrire un’esperienza di soggiorno di alto livello, in linea con il crescente posizionamento glamping del turismo open air.
Uno degli elementi distintivi delle mobile home in generale e più nello specifico di questi due modelli, è proprio l’attenzione alla sostenibilità. La struttura portante integra infatti ampie componenti in legno, materiale rinnovabile che contribuisce a ridurre l’impronta ambientale del prodotto. Inoltre le mobile home sono realizzate su chassis con ruote e non richiedono fondazioni permanenti, una scelta che limita l’impatto sul suolo e consente la reversibilità dell’intervento con il ripristino dell’area. Il sistema costruttivo prevalentemente a secco facilita infine manutenzione, disassemblaggio e recupero dei materiali a fine vita.
Proprio per valorizzare queste scelte progettuali la dichiarazione ambientale di prodotto EPD redatta in conformità al Regolamento (rev. 6.0) del Programme Operator EPDItaly e alle Product Category Rules dedicate alle mobile home, si basa su uno studio di Life Cycle Assessment (LCA), metodologia riconosciuta a livello internazionale che analizza gli impatti ambientali lungo l’intero ciclo di vita: dalla produzione delle materie prime alla fase di utilizzo fino al fine vita, includendo trasporto, consumo di energia e acqua e recupero dei materiali.
Secondo Sergio Redaelli, amministratore delegato di Crippaconcept, l’avvio di questo percorso rappresenta un passaggio strategico per il settore:
«Negli ultimi anni il tema della sostenibilità è diventato sempre più centrale sia nei processi progettuali sia in quelli commerciali. Con la verifica EPD abbiamo voluto misurare in modo oggettivo l’impatto ambientale delle nostre mobile home lungo tutto il loro ciclo di vita, utilizzando metodologie riconosciute e validate da un ente terzo indipendente».

Dati come strumento concreto di comunicazione e di accesso a bandi e incentivi statali
Lo studio LCA, curato dall’Architetto Michele Paleari, esperto LCA e EPD, ha assunto come unità funzionale 1 m² di superficie lorda su un periodo di riferimento di 20 anni. Con riferimento alla fase di produzione (moduli A1-A3), l’analisi ha evidenziato un Global Warming Potential pari a circa 779 kg CO₂eq/m² per il modello NX-24-119 e 742 kg CO₂eq/m² per il modello NX-24-120. Per la fase d’uso invece, sono stati considerati i consumi operativi di energia e acqua (moduli B6 e B7), assumendo per ciascuna unità: 5,45 kWh/giorno di energia elettrica 467 litri/giorno di acqua potabile per 180 giorni di utilizzo annuo e una vita utile di 20 anni.
Per gli operatori del settore, questi dati rappresentano uno strumento concreto. «Per i nostri clienti significa poter contare su informazioni ambientali certificate e confrontabili», sottolinea Redaelli. «La trasparenza ambientale diventa così un elemento strutturale del processo produttivo e uno strumento utile anche nella comunicazione verso gli ospiti e nell’accesso a strumenti di incentivazione come la Nuova Sabatini Green».
Il progetto ha coinvolto direttamente il Villaggio Turistico Internazionale, che da anni porta avanti un processo strutturato di sostenibilità. «Il nostro percorso nasce da una scelta di coerenza», spiega l’amministratore delegato Alberto Granzotto. «Da oltre vent’anni lavoriamo con sistemi certificati come ISO 14001 ed EMAS, più recentemente con il GSTC, e dal 2023 pubblichiamo anche il bilancio di sostenibilità. Il passo successivo era entrare nel merito del prodotto che ospita i nostri clienti: le mobile home».
La scelta di certificare le nostre strutture abitative mobili risponde anche all’evoluzione della domanda turistica internazionale. «Ospitiamo ogni stagione un numero crescente di turisti provenienti dai mercati del Nord Europa, dove la sensibilità ambientale è ormai un elemento determinante nella scelta della vacanza», continua Granzotto. «Disporre di una EPD verificata significa poter dimostrare con dati certificati l’impatto ambientale delle nostre strutture, non semplicemente raccontarlo».
Per Crippaconcept la prima EPD rappresenta inoltre l’avvio di un percorso più ampio. «La verifica ottenuta è un punto di partenza, non un traguardo», conclude Redaelli. «L’obiettivo è estendere progressivamente la certificazione ad altri modelli. Ogni EPD non è solo uno strumento di comunicazione verso il mercato, ma anche un driver interno di innovazione: misurare gli impatti ci permette di orientare le scelte progettuali, la selezione dei materiali e l’ottimizzazione del ciclo di vita delle nostre mobile home».
Un approccio che riflette l’evoluzione del turismo open air, sempre più orientato verso qualità, trasparenza e sostenibilità come leve competitive per il futuro del settore.




